martedì 3 febbraio 2009

Un gesto "forte" per Eluana?




Dunque, l'ultimo viaggio di Eluana, la nostra Terri Schindler Schiavo, è cominciato e la spirale di follia che ha accompagnato questa vicenda "finalmente" sta per esaurirsi, concludendosi con un omicidio legalizzato. Del resto agli omicidi legalizzati di persone innocenti e non in grado di difendersi la gente comune è ormai abituata, dopo trent'anni di legge abortista!

Non credo che le proteste, pur apprezzabili, possano sortire qualche effetto: troppo forte è il blocco di poteri giudiziario-mediatici-politici che si è coagulato intorno a questa forzata introduzione dell'eutanasia coatta nel nostro "dolce e beato Paese".

Forse solo qualche gesto clamoroso potrebbe servire. Probabilmente non varrebbe a impedire l'omicidio, ma almeno servirebbe per edificare chi difende la vita innocente in tutte le sue fasi e condizioni.

Per esempio, forse se il vescovo di Udine, invece di fare un generico appello "alla coscienza di tutti", come ha fatto, scendesse in piazza e s'incatenasse davanti alla clinica dell'orrore? Oggi le coscienze sono nel migliore dei casi intorpidite, se non del tutto pervertite, sotto una pressione culturale ambientale e negativa, tanto pesante da deformare la struttura portante dell'interiorità delle persone. Fare loro appello comporta perforare la spessa coltre di pigrizia mentale, di cattivo senso dell'uguaglianza e del diritto, di prudenza malintesa che le ottunde. Come ciò può avvenire se si bela, invece che fare la "voce grossa"?

Oppure, se, invece che deplorare, il presule comminasse la scomunica (non è solo sua facoltà, ma suo preciso dovere di fronte a un grave peccato commesso pubblicamente), circostanziata e pesante, su tutti i battezzati che partecipano in qualunque forma all'operazione omicida? So di vescovi americani, giovani e combattivi, che non hanno avuto paura di scoprirsi personalmente nella battaglia per la vita facendosi primi promotori e animatori di referendum a livello di Stato: e non di rado hanno vinto, allontanando, almeno per un po', anche se non sconfiggendo, prospettive del tutto maligne.

Se non si dà un richiamo e un esempio forti, due settimane dopo l'uccisione di Eluana nessuno ne parlerà più: già è significativo che nel Corriere della Sera online di oggi la notizia del trasferimento di Eluana verso la morte sia affiancata dall'ultima notizia su quanto accade nella casa del Grande Fratello!

E i vescovi italiani? Spero solo che la Conferenza Episcopale rifletta attentamente sulla vicenda, una volta consumato il crimine. Non tanto sui termini morali della questione, che sono nitidissimi, ma sulla mollezza con cui, come singoli e come corpo, affrontano problemi che ormai fanno cadere la maschera dei diritti e intravedere il ghigno satanico del Nemico. Il demonio non si affronta con gli appelli: si combatte a muso duro con la preghiera (magari con l'esorcismo), con il digiuno e con il sacrificio. Soprattutto senza rispetto umano, che è il capitale maggiore su cui speculano le forze di morte oggi come ieri.

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